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Il gioco della vita

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August 18th, 2008

U pupu niuru

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Si dice che una persona "amminchia" quando si intestardisce su una posizione difficilmente sostenibile a lume di ragione. La festa di San Calogero tocca a volte, nel suo svolgersi, vette di autentico fanatismo , c'è gente che appositamente torna dall'America per potervi prendere parte. Ai lati del corso, nei giorni della festività, s'installano numerose bancarelle. Quando io ero bambino, ce n'era una che esponeva statuette del santo, ftte di cartapesta o di gesso, alcune avevano nella base posteriore la prominente imboccatura di un fischietto. Unico e insostituibile titolare della bancarella era zu' Cosimo, che del santo era il più fedele devoto.Una sera, mentre la festa era al culmine, davani ci si fermò Luzzo Agrò.
- Belli questi pupi - commentò.
- Non sono pupi - rispose Cosimo.
- No? -
- No. -
- E allora che cosa sono. -
- San Calogeri. -
- Però a forma di pupo. -
Cosimo preferì non raccogliere ma Luzzo era un provocatore nato. Indicò con un dito una delle statuette:
- Quanto viene quel pupo? -
- Non è un pupo. Viene cinquanta centesimi. -
- E quest'altro pupo qua? -
- Non è un pupo. Viene una lira. -
- E questo pupo col fischietto? -
- Non è un pupo. Viene due lire. -
- E questo pupo grosso? -
Cosimo non rispose, agguantò un bastone, salto oltre la bancarella e mentre tentava di spezzarlo in testa a Luzzo Agrò a forza di legnate, gridava e gridava come un pazzo:
- Amminchià cu pupu. Amminchià cu pupu. -
Finì a "schifiu". A rissa generale.

(Il gioco della mosca - Camilleri)

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L'acchianata ...Collapse )

Pane a U.F.O.

Pane a UFO ...Collapse )

April 27th, 2008

Lu zi Nardu ...

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Lu zi Nardu ...


... le cui visite erano temute da tutta la parentela perché tutto criticava e disapprovava, su tutto lungamente e acidamente filosofeggiava, aveva fatto in gioventù il calzolaio, ma si era poi dato a fare il mediatore: mestiere che gli dava precario guadagno, ma lungo e felice ozio. Leggeva moltissimo; e a memoria sapeva, e andava recitando, tutte le poesie dell'abate Meli. La sua filosofia, di cui faceva a tutti gli sfaccendati del paese peripatetica scuola, stava, approssimativamente, tra la stoica e l'epicurea. Ma con un forte sofismo di fondo (e si potrebbe anche dire di pirandellismo avant la lettre). Le convenzioni e le apparenze, le cose fatte per regole inveterate o per decoro, erano le sue bestie nere. E l'indifferenza - "la divina indifferenza" - il suo bene. A darne dimostrazione pratica, mangiava la pasta dopo il secondo e i corvi, che nessuno mangiava, se li cucinava e mangiava sostenendo che erano gustosi quanto i colombi. Di nessun male fisico si lamentava mai; e il non avere denaro era lo stesso di averne: un po' di verdura selvatica (comprese le ortiche che allora nessuno magiava: e in ciò è stato un precursore) era per lui piatto gustoso quanto il castrato alla brace. Riteneva che ogni uomo avesse il dovere di sottrarsi al lavoro: il limite era dato soltanto dall'impossibilità di sopravvivere. Si capisce che discepoli non gli mancavano: tra i figli di famiglia, e con disperazione delle relative famiglie. Fino a qualche anno fa ne incontravo, vecchissimo, quacuno: a sentire il mio nome ricordavano quello del maestro, muovevano verso l'alto la mano a dirmene le eccelse qualità, l'inarrivabile sapienza. Persone che erano riuscite a far nulla - a parte qualche figlio - per intera una vita.


STORIA: Occhio di capra - Sciascia
LUOGO: Piazza duomo - Siracusa
MUSICA: Ma guarda guarda - Alfio Antico

March 3rd, 2008


Yeshu

LA SETTIMANA SANTA


Questa ricorrenza religiosa e', ovviamente, tra le piu' importanti dell'anno liturgico ed in Sicilia ha dato origine a molte feste cittadine che uniscono magnificamente i momenti salienti della Passione, Morte e Resurrezione di Gesu' Cristo alla ritualita' popolare le cui origini affondano in tempi antichissimi, alle forme espressive a volte teatrali e drammatiche che spesso si presentano in maniera articolata e complessa e simboli di rinnovamento piu' totale.
Quello che colpisce principalmente delle feste pasquali siciliane e' l'attiva partecipazione popolare che si manifesta non solo nei classici cortei e pellegrinaggi, ma anche nell'alternanza dei sentimenti tristi del lutto per la morte del Redentore e quelli allegri e festosi per la Sua Resurrezuione.
Mentre per gli ebrei tale ricorrenza celebrava il ricordo della liberazione dalla schiavitu', con la venuta di Cristo, dunque per i cristiani, si ha un nuovo significato, la liberazione dal male e dal peccato.
La Pasqua ha i suoi momenti liturgici stabiliti lungo i 40 giorni della Quaresima ed in modo particolare nella settimana santa che va dalla domenica delle Palme, antecedente quella di Pasqua, quando si benedicono i ramoscelli d'ulivo, a quella di Pasqua, che generalmente ha come date estreme il 22 marzo ed il 25 aprile, e che comunque segue il plenilunio dell'equinozio primaverile.

Se volete rendervi conto di cosa sia realmente la settimana santa in Sicilia fate un giretto su www.flickr.com e cercate pasqua

N.B: l'articolo è copiato paro paro da www.festedisicilia.it io ho solo creato il calendario
continua con calendario e descrizione degli ventiCollapse )

February 16th, 2008

tra le cose che potrebbero interessare ma anche no, ecco i posti che visiterò nei prossimi mesi:
Sciacca
Canicattì
Caltanissetta
Marsala
Nicosia
Mistretta
Ragusa
Giarre
Taormina
Roma
Palermo
Se qualcuno ha segnalazioni su cose da vedere/fare nei luoghi mi facci sapere.

November 1st, 2007


e se esistesse veramente

e se esistesse veramente?

... mavvedi cosa vado a pensare!

October 30th, 2007


malarazza


Un servu tempu fa di chista chiazza
'cussì priava a cristu e ci dicia:
Signuri 'u mé patruni mi strapazza,
mi tratta comu 'n cani di la via.
tuttu si pigghia ccu la sò manazza
la vita dici che mancu è di mia
e più mi lagniu più veju a minazza
ccu ferri mi castia a prigiunia.
un di ju ti preiu chista mala razza,
distruggitila vui Cristu ppi mia.

e Cristu ci rispusi:

E tu forsi chi hai ciunchi li to' vrazza?
o puru l'hai 'nchiuvati comu a mia?
Cu voli la giustizia si la fazza,
ne' speri ca autri la fazza ppi tia.
Si tu si omu e nun si testa pazza
metti a prufittu 'sta sintenza mia
iu nun saria supra a 'sta cruciazza
si avissi fattu quannu dicu a tia.
Cu voli la giustizia si la fazza
ne' speri ca autri la fazza ppi tia.

STORIA: Cu voli la giustizia - Sicily di Carlo Muratori

October 14th, 2007


Tutti dicono: Germania Germania


Dopo un anno di prigionia in Germania
che avevo visto la morte con gli occhi
ritornai a casa e trovai tutto nero
a Canicattì ancora sul treno
seppi della morte dei miei fratelli
mia madre buon'anima mi accolse a braccia aperte
perché aveva bisogno d'un uomo in casa
che l'aiutasse e la sostentasse
ma io dopo quindici giorni volevo ripartire
andarmene all'estero
...Collapse )
ho quarantasei anni
una buona metà l'ho passati all'estero
privo della famiglia e di ogni conforto
che i figli manco mi conoscono
E' cosa giusta domando ai nostri governanti
questa vita di cani randagi
ché se loro dovessero campare
lontani dalle mogli dai figli
disperati
in cerca di un pezzo di pane in terre straniere
non avrebbero una faccia così soddisfatta
quando appaiono alla televisione
a raccontarci minchiate



da - Tutti dicono Germani Germania - di Stefano Vilardo

September 30th, 2007

Reductio ad absurdum

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Reductio ad absurdum

[...]"Ma si è mai posto lei il problema del giudicare?". E per un momento si arrovesciò nella poltrona, quasi di tal problema stesse agonizzando.
"Sempre" disse Rogas.
"E l'ha risolto?".
"No".
"Appunto: non l'ha risolto ... Io sì, ovviamente ... Ma non una volta per tutte, non definitivamente ... Qui e ora, con lei, parlando del prossimo caso alla cui decisione dovrò presiedere, posso anche dire: non l'ho risolto. Ma badi: parlo del prossimo caso. Non del caso che appena mi è passato o del caso di dieci o venti o trent'anni fa. Per tutti i casi passati il problema l'ho risolto, sempre: e l'ho risolto nel fatto stesso di giudicarli, nell'atto di giudicarli ... Lei è cattolico praticante?".
"No".
"Ma cattolico?".
Rogas fece un gesto che voleva dire: come tutti. E davvero pensava che tutti ormai, e dovunque, si fosse un po' cattolici.
"Già: come tutti" interpretò giustamente il presidente. E assumendo l'atteggiamento di un prete al catechismo "Prendiamo la transustanziazione, il pane e il vino che diventano corpo, sangue e anima di Cristo. Il sacerdote può anch'essere indegno, nella sua vita, nei suoi pensieri: ma il fatto che è stato investito dell'ordine, fa sì che ad ogni celebrazione il mistero si compia. Mai, dico mai, può accadere che la transustanziazione non avvenga. E così è un giudice quando celebra la legge: la giustizia non può non disvelarsi. Prima il giudice può arrovellarsi, macerarsi, dire a se stesso: non sei degno, sei pieno di miseria, greve di istinti, torbido di pensieri, soggetto ad ogni debolezza e a ogni errore; ma nel momento in cui celebra, non più. E tanto meno dopo. Lo vede lei un prete che dopo aver celebrato messa si dica: chissà se anche questa volta la transustanziazione si è compiuta? Nessun dubbio: si è compiuta. Sicuramente. E direi anche: inevitabilmente [...]"

Il contesto - Sciascia

May 1st, 2007

Parrannu cu nuddu

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Parrannu cu nuddu

stanotti m'anzunnai ch'iera cu nuddu
e nuddu s'inzunnau ch'era cu mia
mi vaio pi vutarmi e visti a nuddu
e nuddu si vutau e visti a mia
iu parrai d'amuri cu nuddu
e nuddu parrau d'amuri cu mia
fici iu l'amuri cu nuddu
e nuddu fici l'amuri cu mia
e uora comu fazzu senza chiù nuddu?
e nuddu comu fa senza ri mia?
mi vaiu pi vutarmi e visti a nuddu
e nuddu fici l'amuri cu mia

February 15th, 2007

agnello e sugu...

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Come ogni anno "La sicilia" mette online (nel comodo formato PDF) l'allegato di San. Valentino con le dediche dei Turiddi alle Cammele
a voi...
http://www.lasicilia.it/articoli.nsf/(ArticoliLaSiciliait)/9B09AA1C92E6D7ACC1257281003513A0?OpenDocument
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